Fondazione Onlus  
I Progetti / Le Attività 2007

Attività Aprile/Agosto 2007

 I primi 5 mesi di lavoro

Tender To collabora con le agenzie educative, terapeutiche e  formative secondo una metodologia di co-costruzione dei processi di innovazione educativa e didattica per progettare e realizzare in modo integrato interventi educativi e formativi intenzionali e consapevoli.
I progetti realizzati dalla Fondazione tra aprile e agosto 2007 sono riconducibili  a quattro filoni di intervento:

- progetti “scuola”
- progetti “disagio sociale”
- progetto rivolto a pazienti oncologici
- progetto rivolto a soggetti con disabilità mentali
- progetto rivolto a fratelli sani di soggetti  con malattie genetiche rare
- progetto “mozzo”
Sono stati coinvolti 142 minori provenienti da dieci  agenzie attive sul territorio nazionale.
Di seguito vengono brevemente descritti i progetti realizzati suddivisi per ambito di intervento.
 
PROGETTI SCUOLA
La metodologia di Tender To nel lavoro a prevenzione della dispersione scolastica
L'insuccesso e l'abbandono scolastico, con il loro carico di frustrazione, minano nel profondo il percorso evolutivo di molti ragazzi, risultando una delle principali cause del disagio minorile in particolare della pre-adolescenza e dell'adolescenza.
La scuola è l'ambiente in cui il ragazzo passa la maggior parte della giornata e per il quale, una volta finite le lezioni, deve ancora dedicare tempo ed energie per compiti e studio.
E’ anche il luogo della socialità sia entro le dinamiche con i pari di età che con ragazzi più grandi e più giovani che con gli adulti. Non vi sono altri luoghi della socialità altrettanto presenti nel nostro Paese.
               
Si tratta per tutte le tipologie di ragazzi, un ambito vitale imprescindibile in cui, giocandosi gran parte della propria realizzazione, si definiscono aspetti importanti della propria identità, della percezione di sé, del proprio sviluppo e, quindi, del proprio futuro. Per questo motivo, le difficoltà e gli insuccessi incontrati nel percorso scolastico, soprattutto quando non adeguatamente affrontati dalle famiglie d'origine e dalla scuola stessa, generano un carico di tensione e sfiducia che si trasforma facilmente in situazioni conclamate di fallimento formativo, abbandono dell’apprendimento, disagio e devianza.
Far vivere ai ragazzi, in modo particolare a quelli “più difficili” continue e dolorose esperienze di fallimento e di inadeguatezza – come spesso accade a scuola - rafforza un'idea di sé che influenza negativamente i propri comportamenti e stili di vita. Sentire di essere privi di valore (i pessimi voti e le bocciature e i rimproveri) e poco desiderabili (l’espulsione e gli allontanamenti) può infatti bloccare la motivazione e l'azione, portare ad abbandonare obiettivi di realizzazione personale ed impedire l'esplorazione di nuove relazioni, anche di senso. Spesso le stesse scuole riconoscono la propria difficoltà nel prevenire e recuperare questi bassi livelli di autostima e fiducia in se stessi dei ragazzi.
Attraverso i suoi interventi contro la dispersione scolastica, la Fondazione intende offrire ai ragazzi, non solo un  recupero di conoscenze, nozioni e competenze, ma anche relazioni d'insegnamento-apprendimento che li aiutino ad acquisire un minimo vitale di autonomia e a costruire progressivamente esperienze tese a sostenere nei ragazzi un processo di scoperta - prova – consolidamento della propria maestria e delle proprie capacità. 
Proprio con queste premesse la Fondazione vuole sperimentare percorsi didattico-formativi individualizzati, integrati tra il mondo della scuola e dell'extra-scuola capaci di tenere uniti i tre elementi fondamentali dell'identità di ogni ragazzo-studente e cioè quello cognitivo, quello affettivo-motivazionale  e quello relazionale entro, appunto, il trinomio “sapere, sapere fare, saper essere” attraverso la proposta di esperienze che abbiano nel viaggio per mare il setting pedagogico preferenziale.
Nell’ambito scuola la Fondazione ha finora realizzato i seguenti progetti:
• ICARO… ma non troppo
Icaro è un progetto rivolto a minori di terza media e prima superiore a rischio di abbandono e dispersione scolastica, sostenuto dai comuni di Reggio Emilia e Guastalla. I ragazzi sono inseriti, su segnalazione e in accordo con la scuola di provenienza, in percorsi educativi e formativi finalizzati al completamento dell’obbligo di istruzione.                                                                                             Con Fondazione Tender To è stato progettato un intervento rivolto a 28 adolescenti (15 / 17 anni) con i quali sono stati realizzati:
-  due incontri di preparazione e conoscenza nei territori di appartenenza
-  due giorni di navigazione a bordo di barche a vela
-  una cena a bordo di Nave Italia
• INCHIOSTRO
Inchiostro, gestito dal Centro di Solidarietà Sociale di Genova, è un servizio che si rivolge a ragazzi stranieri proponendo attività laboratoriali e di recupero scolastico mirate al superamento dell’esame di stato. Il progetto realizzato con la Fondazione e concordato con le scuole dei ragazzi, si è rivolto a dieci preadolescenti stranieri frequentanti la terza media. Sono stati proposti due incontri di presentazione e conoscenza e un periodo di navigazione (condiviso con Alpim) a bordo di barche e di Nave Italia della durata di tre giorni (11 / 13 aprile).  L’esperienza di navigazione è stata preceduta e seguita da percorsi didattico - laboratoriali e lezioni teoriche a cura degli educatori.
• SCUOLA POPOLARE
La Scuola Popolare di Monza è un intervento sperimentale per la prevenzione della dispersione scolastica gestito dal Centro di Aggregazione Giovanile Antonia Vita.
Il servizio si rivolge a minori che incontrano difficoltà nel percorso scolastico, nell’inserimento nel sistema scuola e nell’espletamento dell’obbligo formativo. Il progetto realizzato in partnership con Fondazione Tender To, in accordo con le scuole di appartenenza, si è rivolto a quattordici ragazzi frequentanti la terza media ed è stato finalizzato  all’acquisizione di competenze e apprendimenti, anche in vista del superamento dell’esame. Sono state previsti sei incontri di teoria della navigazione, una visita a bordo della nave e quattro giorni di navigazione (8 / 11 maggio) nel golfo del Tigullio.  Il progetto 2007 è il frutto di due precedenti esperienze educative e formative realizzate a bordo di barche a vela.
• PROGETTO SALTinBANCO
Il progetto SaltinBanco di Monza è un servizio gestito dalla Diapason Coop. Soc. di Milano. Il servizio si presenta come una forma articolata di intervento sociale ed educativo a favore di preadolescenti con difficoltà personali e famigliari, seguiti dai Servizi Sociali. Vengono elaborati progetti educativi individualizzati per ogni minore in carico. La metodologia prevede interventi individuali e di gruppo con i ragazzi e forme di sostegno per le figure genitoriali. L’intervento realizzato con la Fondazione, finalizzato a proporre esperienze, stimoli, apprendimenti utili per il superamento dell’esame di stato,  si è rivolto a cinque preadolescenti frequentanti la terza media. Sono state previste cinque lezioni a terra sulla teoria della navigazione, una visita di conoscenza della nave, un periodo di navigazione a bordo di Nave Italia di quattro giorni (8/11 maggio) nel Golfo del Tigullio. Il medesimo gruppo era già stato coinvolto in precedenti progetti educativi a bordo di barche a vela.
• SAPER PRENDERE IL VENTO ...
Il progetto “Saper prendere il vento per non... andare a vento (per mare e nella vita)” realizzato dalla Scuola Secondaria Statale di primo grado De Filippo / Vico di Arzano (Napoli) si è rivolto a 13 alunni di una classe seconda. L’intervento, inserito nel Piano di Offerta Formativo, ha previsto tre giorni di navigazione (18 / 22 maggio) tra Genova e La Spezia e ha costituito un’esperienza educativa e didattica con diversi collegamenti con il percorso curriculare.
• SULLE ROTTE DEI LEUDI
Il progetto “Sulle rotte dei leudi” nasce dalla proposta che tre associazioni genovesi Non Solo Vela, il Ce.Sto e Matti per la Vela hanno rivolto a due scuole medie di Genova, la scuola Baliano e la scuola Don Milani. Il progetto alterna interventi in aula, inerenti la storia e le tecniche della navigazione, con uscite in mare. Fotografando un micro evento della storia locale (le navigazioni e le funzioni commerciali dei leudi nel Levante ligure) è possibile allargare il focus su vicende storiche e su tecniche della navigazione.
La Fondazione Tender To ha collaborato con il progetto offrendo la possibilità di navigare con Nave Italia sulle rotte che i leudi percorrevano verso l’Elba. L’intervento, realizzato tra il 13 e il 16 maggio, si è rivolto a 18 alunni di classe seconda. 
• PROGETTO AZIMUT
Il progetto Azimut  è un servizio gestito dalla Diapason Coop. Soc. di Milano.
Il servizio si presenta come una forma di prevenzione all’istituzionalizzazione rivolta a preadolescenti con difficoltà sociali, personali e famigliari, seguiti dai Servizi Sociali. La metodologia prevede interventi individuali e di gruppo con i ragazzi e forme di sostegno per le figure genitoriali. L’intervento realizzato con la fondazione, finalizzato a facilitare il superamento dell’esame di terza media, si è rivolto a sette preadolescenti. Sono state previste cinque lezioni a terra sulla teoria della navigazione, due incontri di avviamento all’acquaticità nel territorio di appartenenza, una visita di conoscenza della barca, un periodo di navigazione in barca a vela di quattro giorni (17 / 20 maggio) nel Golfo del Tigullio.
• VISITE DIDATTICHE
Nel corso di questi mesi sono state realizzate visite didattiche e di conoscenza a bordo di Nave Italia. Più di dieci classi di istituti diversi di Genova (e non solo) sono state ospitate a bordo sia per lezioni vere e proprie che per incontri di presentazione della Fondazione e di conoscenza della Nave. Inoltre, diversi gruppi di ragazzi e adulti disabili e normododati sono stati accompagnati a bordo in previsione di possibili future esperienze di navigazione.



PROGETTI DISAGIO SOCIALE

La Fondazione Tender To Nave Italia Onlus realizza progetti educativi rivolti ad adolescenti e giovani con disagio sociale, personale e famigliare, promuovendo il mare e la navigazione quali esperienze preferenziali di formazione e terapia.
La dimensione del viaggio per mare, la  relazione con gli educatori, con marinai, la condivisione della quotidianità a bordo, il rapporto con regole e norme, l’educazione ambientale, il lavoro di gruppo costituiscono i cardini di questa tipologia di progetti, fortemente connotati in termini formativi e pedagogici.

Preadolescenza e adolescenza sono fasi estremamente complesse anche in soggetti “normodotati” privi di difficoltà particolari:  si tratta infatti di fasi di passaggio o transizione caratterizzate da senso di rischio e di incertezza, in cui i soggetti  devono far fronte a una molteplicità di sfide per costruire la propria identità.
Nei ragazzi che vivono situazioni difficili, a livello personale, familiare e sociale, la delicatezza del momento è ulteriormente amplificata; per questo il progetto si rivolge prioritariamente a minori che, terminata la scuola media, si trovano ad affrontare uno dei pochi passaggi simbolici dall’infanzia all’adolescenza ancora riconosciuti dalla società attuale.
Accompagnati dagli educatori a bordo di Nave Italia, i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse e con una molteplicità di soggetti differenti per età, ruolo, competenze e caratteristiche (i marinai, il Comandante,  gli altri ragazzi imbarcati).
Il programma del periodo a bordo è dettagliato e prevede un piano di lavoro ben strutturato e definito nell’arco delle giornate. L’impegno richiesto dalla vita di bordo (le attività relative alla conduzione della nave, le manovre delle vele, i turni di corvé, le pulizie, la preparazione dei pasti,…) necessita di costanza e motivazione.
Non si tratta di un’esperienza che resta isolata e astratta dalla realtà quotidiana di ciascun ragazzo: sentire che le proprie fatiche e le proprie difficoltà sono accolte e  riconosciute e che le capacità individuali sono valorizzate, può aiutarlo ad accettare la sfida quotidiana dell’impegno e della crescita.
Il mare, da questo punto di vista, ha una grande potenzialità: il paesaggio marino, infatti, non è soltanto una realtà spaziale, di superfici e di volumi, come un paesaggio terrestre, ma è piuttosto una coerenza nel movimento, un complesso di realtà temporali e di cadenze in cui riecheggia la resistenza interiore di ciascuno, il tempo conquistato, il tempo perduto, il tempo di passare, di ridossarsi, di scegliere l’incaglio o la libertà.
Nell’ambito dei progetti rivolti a giovani in situazioni di disagio sono stati realizzati:
• ALPIM (ASSOCIAZIONE LIGURE PER I MINORI)
Alpim si rivolge a minori provenienti dal circuito penale e dal Servizio Socio Territoriale. E’ un centro diurno funzionante cinque giorni alla settimana in cui si alternano attività pratico manuali con quelle socio psico pedagogiche. Il progetto realizzato con la Fondazione ha avuto come finalità il consolidamento delle relazioni tra i pari e con gli educatori, l’orientamento post obbligo, la motivazione all’apprendimento. Nell’ambito di una progettazione che prevede diversi periodi di navigazione per il 2007, è stato realizzato un intervento durante il mese di aprile, rivolto a cinque adolescenti in regime di messa alla prova, costituito da due incontri di conoscenza e presentazione dell’esperienza e un periodo di navigazione a bordo di barche e della nave della durata di quattro giorni.
• PROGETTO MOZZO
Tra gli altri interventi, la Fondazione propone il “Progetto Mozzo”, che si rivolge a preadolescenti ed adolescenti con difficoltà personali, famigliari e sociali, elaborando interventi individualizzati di accompagnamento e sostegno educativo e formativo attraverso l’utilizzo di diverse tipologie di attività legate all’educazione ambientale, al mare, alla navigazione a vela, alla condivisione della vita di bordo.
Lo status di “mozzo” potrebbe essere considerato una vera e propria istituzione educativa, una scuola a tempo pieno, contemporaneamente un liceo e un istituto professionale.
Un tempo il ragazzo evadeva talvolta dal grigio e prevedibile quotidiano imbarcandosi a bordo di una nave, sottomettendosi spontaneamente ad una dura disciplina, per poter vivere il sogno, la libertà, l’imprevisto. Il mozzo, un giovanetto impubere, sceglieva o accettava un percorso educativo che, partendo dal lavaggio delle stoviglie, poteva anche arrivare al quadrato degli ufficiali, se non addirittura al comando della nave.
Sottoposto all’autorità di molti padri, quella dei marinai imbarcati con lui, il mozzo percorreva a bordo un percorso di crescita, di cambiamento e di iniziazione all’età adulta.
La Fondazione Tender To vuole riproporre, in maniera intenzionale e consapevole, progetti educativi che sappiano valorizzare tali esperienze formative.
Il progetto si presenta come un approfondimento di interventi realizzati dalla Fondazione, in collaborazione con agenzie e servizi educativi, con l’obiettivo di offrire l’opportunità di proseguire, sviluppare e arricchire l’esperienza già  vissuta a bordo di Nave Italia.
Il primo Progetto Mozzo 2007 si è realizzato durante le TALL SHIPS’ RACES 2007 MEDITERRANEA. Si tratta di una manifestazione che prevede regate d’altura e trasferimenti in CRUISING COMPANY per grandi navi a vela ed è organizzata sotto la direzione  Sail Training International, da Sail Training Association Italia.

 
PROGETTO “SOGGETTI CON DISABILITA’MENTALI”
La Fondazione Tender To, nell’elaborare progetti a favore di soggetti con disabilità, sostiene e condivide alcune linee guida:

- La ricerca di una reale integrazione per la persona disabile, che possa guardare con coraggio le potenzialità del disabile, per implementarle, e le barriere nei contesti socioculturali, che di fatto facilitano o ostacolano l’integrazione, per abbatterle; una integrazione che diventa cultura.
 Il miglioramento della- qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, possibile solo grazie ad un approccio globale, sistemico.
 Prestare attenzione non- solo alla soddisfazione dei bisogni ma in primis alla realizzazione di diritti di cittadinanza:“La differenza fondamentale tra bisogni e diritti è la questione della responsabilità. Un approccio basato sui bisogni non attribuisce a nessuno la responsabilità legale o il dovere giuridico di soddisfare i bisogni. La soddisfazione di un bisogno può essere un’azione sociale assistenziale (o azione privata benevola o caritatevole) una tantum, frammentata, di emergenza o di breve periodo, e rende le persone, già vulnerabili, ancor più dipendenti, in perenne ricerca di un’assistenza che è parcellizzata. Un approccio basato sui diritti, associa alla realizzazione di ciascun diritto del bambino disabile una  responsabilità comune, differenziata a carico dei molteplici soggetti, istituzionali e non istituzionali, che obbliga a lavorare in rete, in modo integrato, per il miglior godimento possibile del diritto da parte del bambino.”
 Credere fortemente che mettere la “persona al centro” significa che non- solo è oggetto del sistema di prestazioni e risposte, ma anche soggetto che collabora, partecipa, sceglie il processo di inclusione sociale, anche laddove la gravità della compromissione del quadro clinico o comportamentale è di notevole entità.
 Sostenere che l’età evolutiva è determinante per lo- sviluppo delle abilità, per la costruzione di una identità, per la strutturazione di una rete relazionale vitale, per la realizzazione della persona, ed ancor più per quella disabile.
 
• PROGETTO DON CALABRIA
La collaborazione tra la Fondazione e il Centro Polifunzionale ha permesso di elaborare un progetto che ha proposto un’esperienza significativa dal punto di vista riabilitativo-educativo a un gruppo di preadolescenti portatori di patologia neuropsichica (sindromi, ritardo medio-lieve, ritardo psicomotorio, ecc.) con una base di autonomia sia personale che sociale per quanto concerne il versante motorio e comunicativo.
La proposta si è inserta all’interno del percorso riabilitativo predisposto per ogni ragazzo e la sua famiglia con continuità rispetto agli interventi effettuati durante i mesi precedenti, costituendo un punto di partenza anche per la progettualità successiva.
Il progetto si è rivolto a 18 preadolescenti (età compresa tra i 10 e i 14 anni, maschi e femmine, portatori di patologia neuropsichica (sindromi, ritardo medio-lieve, ritardo psicomotorio, ecc.) e si è realizzato tra il 27 agosto e il 1 settembre, navigando tra il golfo di Genova e quello del Tigullio.


PROGETTO PAZIENTI ONCOLOGICI
• NAVE ITALIA: UNA VELA PER LA VITA
Il progetto, realizzato con la Federazione Nazionale delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, mira alla realizzazione su Nave Italia di un percorso riabilitativo “psico-sociale” di tipo relazionale. L’esperienza di navigazione è stata preceduta nel mese di febbraio da un seminario di due giorni svolto a bordo,  rivolto agli operatori di FAVO.  Il progetto ha voluto rispondere a quel bisogno espresso dal settore della “convalescenza non medica”, del “recupero sollievo” del paziente e della sua famiglia proponendo un periodo di navigazione dal 16 al 22 aprile rivolto a 11 pazienti. Durante la settimana si sono alternate attività con differenti specialisti: psico oncologi, nutrizionisti, estetisti, fisioterapisti, cuochi, infermieri. I pazienti, inoltre, hanno avuto l’opportunità di essere coinvolti nella vita di bordo e nelle attività di conduzione della nave.

PROGETTO FRATELLI SANI DI SOGGETTI  CON MALATTIE GENETICHE RARE
• FRATELLI IN  BARCA
esperienza di condivisione tra fratelli di persone con malattie genetiche rare
Il progetto “Fratelli in barca” nasce dalla collaborazione tra Clinica Pediatrica de Marchi di Milano, l’Associazione I Tetragonauti Onlus e la Fondazione Tender To. Ha coinvolto diverse Associazioni di famiglie con figli affetti da sindromi genetiche rare, proponendo a 14 fratelli / sorelle adolescenti (14/18 anni) non malati l’opportunità di trascorrere un periodo a bordo di Nave Italia. Il progetto è stato finalizzato a facilitare l’espressione dei disagi di fratelli sani ed aiutarli ad elaborare vissuti, paure e possibilità future, avviando uno scambio costruttivo con pari che hanno gli stessi vissuti e con cui condividono la medesima realtà. La navigazione, tra Genova e Livorno, è avvenuta dal 25 aprile al 1 maggio ed è stata preceduta da un incontro di presentazione dell’esperienza e seguita da un incontro a terra di verifica e valutazione anche in vista di nuovi futuri progetti.
 
 
 
Tender To Nave Italia
c/o Yacht Club Italiano - Porticciolo Duca degli Abruzzi - 16128 - Genova
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