PROGETTI DISAGIO SOCIALE
La Fondazione Tender To Nave Italia Onlus realizza progetti educativi rivolti ad adolescenti e giovani con disagio sociale, personale e famigliare, promuovendo il mare e la navigazione quali esperienze preferenziali di formazione e terapia. La dimensione del viaggio per mare, la relazione con gli educatori, con marinai, la condivisione della quotidianità a bordo, il rapporto con regole e norme, l’educazione ambientale, il lavoro di gruppo costituiscono i cardini di questa tipologia di progetti, fortemente connotati in termini formativi e pedagogici.
Preadolescenza e adolescenza sono fasi estremamente complesse anche in soggetti “normodotati” privi di difficoltà particolari: si tratta infatti di fasi di passaggio o transizione caratterizzate da senso di rischio e di incertezza, in cui i soggetti devono far fronte a una molteplicità di sfide per costruire la propria identità. Nei ragazzi che vivono situazioni difficili, a livello personale, familiare e sociale, la delicatezza del momento è ulteriormente amplificata; per questo il progetto si rivolge prioritariamente a minori che, terminata la scuola media, si trovano ad affrontare uno dei pochi passaggi simbolici dall’infanzia all’adolescenza ancora riconosciuti dalla società attuale. Accompagnati dagli educatori a bordo di Nave Italia, i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse e con una molteplicità di soggetti differenti per età, ruolo, competenze e caratteristiche (i marinai, il Comandante, gli altri ragazzi imbarcati). Il programma del periodo a bordo è dettagliato e prevede un piano di lavoro ben strutturato e definito nell’arco delle giornate. L’impegno richiesto dalla vita di bordo (le attività relative alla conduzione della nave, le manovre delle vele, i turni di corvé, le pulizie, la preparazione dei pasti,…) necessita di costanza e motivazione. Non si tratta di un’esperienza che resta isolata e astratta dalla realtà quotidiana di ciascun ragazzo: sentire che le proprie fatiche e le proprie difficoltà sono accolte e riconosciute e che le capacità individuali sono valorizzate, può aiutarlo ad accettare la sfida quotidiana dell’impegno e della crescita. Il mare, da questo punto di vista, ha una grande potenzialità: il paesaggio marino, infatti, non è soltanto una realtà spaziale, di superfici e di volumi, come un paesaggio terrestre, ma è piuttosto una coerenza nel movimento, un complesso di realtà temporali e di cadenze in cui riecheggia la resistenza interiore di ciascuno, il tempo conquistato, il tempo perduto, il tempo di passare, di ridossarsi, di scegliere l’incaglio o la libertà. Nell’ambito dei progetti rivolti a giovani in situazioni di disagio sono stati realizzati: • ALPIM (ASSOCIAZIONE LIGURE PER I MINORI) Alpim si rivolge a minori provenienti dal circuito penale e dal Servizio Socio Territoriale. E’ un centro diurno funzionante cinque giorni alla settimana in cui si alternano attività pratico manuali con quelle socio psico pedagogiche. Il progetto realizzato con la Fondazione ha avuto come finalità il consolidamento delle relazioni tra i pari e con gli educatori, l’orientamento post obbligo, la motivazione all’apprendimento. Nell’ambito di una progettazione che prevede diversi periodi di navigazione per il 2007, è stato realizzato un intervento durante il mese di aprile, rivolto a cinque adolescenti in regime di messa alla prova, costituito da due incontri di conoscenza e presentazione dell’esperienza e un periodo di navigazione a bordo di barche e della nave della durata di quattro giorni. • PROGETTO MOZZO Tra gli altri interventi, la Fondazione propone il “Progetto Mozzo”, che si rivolge a preadolescenti ed adolescenti con difficoltà personali, famigliari e sociali, elaborando interventi individualizzati di accompagnamento e sostegno educativo e formativo attraverso l’utilizzo di diverse tipologie di attività legate all’educazione ambientale, al mare, alla navigazione a vela, alla condivisione della vita di bordo. Lo status di “mozzo” potrebbe essere considerato una vera e propria istituzione educativa, una scuola a tempo pieno, contemporaneamente un liceo e un istituto professionale. Un tempo il ragazzo evadeva talvolta dal grigio e prevedibile quotidiano imbarcandosi a bordo di una nave, sottomettendosi spontaneamente ad una dura disciplina, per poter vivere il sogno, la libertà, l’imprevisto. Il mozzo, un giovanetto impubere, sceglieva o accettava un percorso educativo che, partendo dal lavaggio delle stoviglie, poteva anche arrivare al quadrato degli ufficiali, se non addirittura al comando della nave. Sottoposto all’autorità di molti padri, quella dei marinai imbarcati con lui, il mozzo percorreva a bordo un percorso di crescita, di cambiamento e di iniziazione all’età adulta. La Fondazione Tender To vuole riproporre, in maniera intenzionale e consapevole, progetti educativi che sappiano valorizzare tali esperienze formative. Il progetto si presenta come un approfondimento di interventi realizzati dalla Fondazione, in collaborazione con agenzie e servizi educativi, con l’obiettivo di offrire l’opportunità di proseguire, sviluppare e arricchire l’esperienza già vissuta a bordo di Nave Italia. Il primo Progetto Mozzo 2007 si è realizzato durante le TALL SHIPS’ RACES 2007 MEDITERRANEA. Si tratta di una manifestazione che prevede regate d’altura e trasferimenti in CRUISING COMPANY per grandi navi a vela ed è organizzata sotto la direzione Sail Training International, da Sail Training Association Italia.
PROGETTO “SOGGETTI CON DISABILITA’MENTALI” La Fondazione Tender To, nell’elaborare progetti a favore di soggetti con disabilità, sostiene e condivide alcune linee guida:
- La ricerca di una reale integrazione per la persona disabile, che possa guardare con coraggio le potenzialità del disabile, per implementarle, e le barriere nei contesti socioculturali, che di fatto facilitano o ostacolano l’integrazione, per abbatterle; una integrazione che diventa cultura. Il miglioramento della- qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, possibile solo grazie ad un approccio globale, sistemico. Prestare attenzione non- solo alla soddisfazione dei bisogni ma in primis alla realizzazione di diritti di cittadinanza:“La differenza fondamentale tra bisogni e diritti è la questione della responsabilità. Un approccio basato sui bisogni non attribuisce a nessuno la responsabilità legale o il dovere giuridico di soddisfare i bisogni. La soddisfazione di un bisogno può essere un’azione sociale assistenziale (o azione privata benevola o caritatevole) una tantum, frammentata, di emergenza o di breve periodo, e rende le persone, già vulnerabili, ancor più dipendenti, in perenne ricerca di un’assistenza che è parcellizzata. Un approccio basato sui diritti, associa alla realizzazione di ciascun diritto del bambino disabile una responsabilità comune, differenziata a carico dei molteplici soggetti, istituzionali e non istituzionali, che obbliga a lavorare in rete, in modo integrato, per il miglior godimento possibile del diritto da parte del bambino.” Credere fortemente che mettere la “persona al centro” significa che non- solo è oggetto del sistema di prestazioni e risposte, ma anche soggetto che collabora, partecipa, sceglie il processo di inclusione sociale, anche laddove la gravità della compromissione del quadro clinico o comportamentale è di notevole entità. Sostenere che l’età evolutiva è determinante per lo- sviluppo delle abilità, per la costruzione di una identità, per la strutturazione di una rete relazionale vitale, per la realizzazione della persona, ed ancor più per quella disabile. • PROGETTO DON CALABRIA La collaborazione tra la Fondazione e il Centro Polifunzionale ha permesso di elaborare un progetto che ha proposto un’esperienza significativa dal punto di vista riabilitativo-educativo a un gruppo di preadolescenti portatori di patologia neuropsichica (sindromi, ritardo medio-lieve, ritardo psicomotorio, ecc.) con una base di autonomia sia personale che sociale per quanto concerne il versante motorio e comunicativo. La proposta si è inserta all’interno del percorso riabilitativo predisposto per ogni ragazzo e la sua famiglia con continuità rispetto agli interventi effettuati durante i mesi precedenti, costituendo un punto di partenza anche per la progettualità successiva. Il progetto si è rivolto a 18 preadolescenti (età compresa tra i 10 e i 14 anni, maschi e femmine, portatori di patologia neuropsichica (sindromi, ritardo medio-lieve, ritardo psicomotorio, ecc.) e si è realizzato tra il 27 agosto e il 1 settembre, navigando tra il golfo di Genova e quello del Tigullio.
PROGETTO PAZIENTI ONCOLOGICI • NAVE ITALIA: UNA VELA PER LA VITA Il progetto, realizzato con la Federazione Nazionale delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, mira alla realizzazione su Nave Italia di un percorso riabilitativo “psico-sociale” di tipo relazionale. L’esperienza di navigazione è stata preceduta nel mese di febbraio da un seminario di due giorni svolto a bordo, rivolto agli operatori di FAVO. Il progetto ha voluto rispondere a quel bisogno espresso dal settore della “convalescenza non medica”, del “recupero sollievo” del paziente e della sua famiglia proponendo un periodo di navigazione dal 16 al 22 aprile rivolto a 11 pazienti. Durante la settimana si sono alternate attività con differenti specialisti: psico oncologi, nutrizionisti, estetisti, fisioterapisti, cuochi, infermieri. I pazienti, inoltre, hanno avuto l’opportunità di essere coinvolti nella vita di bordo e nelle attività di conduzione della nave. PROGETTO FRATELLI SANI DI SOGGETTI CON MALATTIE GENETICHE RARE
• FRATELLI IN BARCA esperienza di condivisione tra fratelli di persone con malattie genetiche rare Il progetto “Fratelli in barca” nasce dalla collaborazione tra Clinica Pediatrica de Marchi di Milano, l’Associazione I Tetragonauti Onlus e la Fondazione Tender To. Ha coinvolto diverse Associazioni di famiglie con figli affetti da sindromi genetiche rare, proponendo a 14 fratelli / sorelle adolescenti (14/18 anni) non malati l’opportunità di trascorrere un periodo a bordo di Nave Italia. Il progetto è stato finalizzato a facilitare l’espressione dei disagi di fratelli sani ed aiutarli ad elaborare vissuti, paure e possibilità future, avviando uno scambio costruttivo con pari che hanno gli stessi vissuti e con cui condividono la medesima realtà. La navigazione, tra Genova e Livorno, è avvenuta dal 25 aprile al 1 maggio ed è stata preceduta da un incontro di presentazione dell’esperienza e seguita da un incontro a terra di verifica e valutazione anche in vista di nuovi futuri progetti. |